Qualcuno, proprio in previsione della giornata, ancora in autunno, periodo di raccolta, lascia appositamente sulle piante anche alcune olive, in modo che, opportunamente tagliato, il ramoscello sia più appariscente. Ma a Limone resiste ancora una tradizione particolarissima, probabilmente mediata dal mondo dei pescatori: quella della colombine.
Nei giorni precedenti alla domenica delle Palme si tagliano dei ramoscelli di fico selvatico, pianta ancora abbastanza diffusa nella zona.
Escludendo i nodi, se ne fanno tanti pezzetti, lunghi otto-nove centimetri; utilizzando un bastoncino sottile o la capocchia di un chiodo si estrae da ogni pezzetto il midollo, di colore bianco, avendo cura di metterlo subito in un po' d'acqua perché non si secchi.
Si utilizzano quindi tre pezzi di midollo intrecciandoli in maniera che ne esca una piccola colomba: un pezzo, leggermente incurvato, è il corpo; un altro, avvolto attorno al primo, forma le ali; il terzo sostiene il tutto e viene stretto con un sottile filo di rame, usato per fissare anche la colombina al ramoscello d'olivo. Il vanto maggiore è quello di mostrare più colombine sullo stesso rametto e, soprattutto, colombine robuste: ciò significa che si sono individuati i polloni di fico più adatti.
Negli ultimi anni, anche grazie ad alcuni servizi televisivi e giornalistici, questa tradizione ha ripreso maggiore vigore. Il Gruppo dei giovani dell'oratorio, da tre anni, fa preparare appositamente molte colombine da vendere specialmente ai turisti; il ricavato viene devoluto alle opere parrocchiali.
Così, la domenica della Palme, prima e dopo la messa delle ore 10.30, si assiste a una vera e propria sfilata di persone che recano rami d'olivo ornati con le colombine.
Questi rametti vengono tenuti in casa e sono esposti in bella vista per qualche tempo; poi, una volta seccati, da alcuni vengono conservati per essere bruciati a scopo propiziatorio in occasione di grandinate.