Un giorno alcune persone coraggiose, insieme al parroco di Degagna, si recarono al Sincitù con vanghe e badili. Scavarono alcuni scheletri, accanto ad essi rinvennero una borsa di monete d'oro. Il sacerdote benedì i poveri resti e li seppellì nel camposanto.
Da allora non si udirono più lamenti e rumori spaventosi. Si dice che fossero persone uccise dai briganti i quali, per non essere colti sul fatto, le avevano seppellite con il bottino.
Gli spiriti degli uccisi si lamentavano ogni notte, per spaventare gli assassini e per impedire loro di recuperare le monete d'oro.