[ Leggende e miti di riferimento][ Propiziazione e terapia]
Visite pastorali dei secoli XVI e XVII documentano che in questo oratorio campestre la devozione dei Binzaghesi e di quelli di Agnosine mise S.Lino in compagnia dei santi taumaturghi Gervasio e Protasio e un ex voto risalente ai primi del Settecento, di cui pure fa menzione Fappani, testimonia: “Adì 1 decembre 1711 vennero in divota processione quelli della comunità di Agnoseno per la mortalità del bestiame bovino che si temeva in cotesti paesi e per grazia di questi Santi furono preservati dal flagello”.
Un secolo dopo un sacerdote di Binzago (forse don Bartolomeo Ghidoni, suppone Fappani) raccontò al vescovo mons. Gabrio Maria Nava in occasione della visita pastorale compiuta il 17 luglio 1813 che “un suo prozio, cappellano di S.Lino, nei primi anni del Settecento, infierendo una grave siccità, incontrò un contadino che gli raccontò di aver veduto un venerando vecchio in abito pontificale (cioè S.Lino), il quale gli aveva suggerito che, se avesse fatto celebrare l'indomani una Messa nel suo santuario, avrebbe ottenuto la grazia desiderata.
E così fu, infallantemente. Non era ancora finita la Messa «ad petendam pluviam», che l'acqua veniva giù a catinelle. E' inutile riferire che da quel momento i contadini riservano le Messe del genere quasi soltanto al santuario di S.Lino”.
(A.Fappani, 1983, II, p.130).