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Inoltre, per annunciare ai paesi circostanti che si preparavano grandi festeggiamenti, sparavano i mortèr (mortaretti) che alla fine degli anni '50 furono aboliti perché considerati troppo pericolosi. Tuttora rimangono i mortèr ( coni di pietra dentro i quali veniva versata la polvere da sparo da incendiare ).
Per questa occasione la strada principale che attraversa il paese veniva parata a festa con la partecipazione di tutte le contrade. Lungo i due lati della via venivano sistemati, ad intervalli regolari, dei pali di castagno per sorreggere archi di dàde de paghèr ( rami d'abete ) e altri sempre verdi come ginepri e pungitopo.
Questi archi attraversavano la strada formando un' ininterrotta galleria. A volte i rami verdi venivano dipinti di bianco per renderli più vistosi, illuminati da fiaccole e abbelliti da fiori di carta e da piccole colombe modellate con il midollo di sambuco.
Anche la chiesa veniva addobbata a festa con gli arredi sacri più preziosi: tovaglie ricamate per queste occasioni, candelabri antichi in legno, esposizione delle reliquie dei santi.
I festeggiamenti iniziavano con le due messe solenni del mattino, durante le quali c'erano i canti in latino accompagnati dall'organo e dal violino. La presenza, poi, di un “predicatore” forestiero, rendeva eccezionale, per la gente del paese, queste feste.
Il momento più solenne di ogni festa era però il pomeriggio, quando si svolgeva la processione.
Le statue dei santi venivano caricate su una “barella” e portate a spalla dagli uomini, partendo dalla chiesa e scendendo fino al confine con la Parrocchia di Polaveno in via Duche. Le ragazze portavano un velo bianco e spargevano petali di fiori lungo il tragitto. I Deduplì ( Disciplini, istituzione associativa laica di carattere prevalentemente religioso, con finalità di assistenza e per opere di carità materiali e spirituali ), vestiti di rosso, con un manto bianco, seguivano la statua e guidavano, tenendo in ordine, la processione.
Le associazioni di Azione Cattolica: Gioventù Femminile e Maschile, Madri Cristiane, innalzavano i loro stendardi. Alle finestre delle case venivano esposte, in segno di festa, lenzuola bianche ricamate.
Interveniva anche la banda musicale parrocchiale che accompagnava lo svolgersi della processione con marce religiose, sottofondo agli inni sacri del coro. Alla processione partecipava una gran folla che, in questo modo, voleva testimoniare la devozione profonda verso i “suoi” Santi e rinnovare il legame con il passato.
Nel pomeriggio e alla sera iniziavano i festeggiamenti “profani” che sottolineavano il bisogno della comunità di vivere insieme nella gioia e nell'allegria queste feste religiose.
Per queste ricorrenze era sempre allestita una Pesca di Beneficenza, il cui ricavato serviva per le opere parrocchiali.
In piazza si vendevano le angurie e passava l'uomo con il carretto dei gelati, golosità riservate solo alle grandi solennità.
Sempre in piazza veniva innalzato il “ Palo della Cuccagna “ tenuto in equilibrio da tiranti legati alle case vicine. Alla sommità c'era un cerchione di bicicletta con appesi i “ trofei “: salami, galline, buste con dei soldi, fiaschi di vino. Il palo veniva precedentemente “ ingrassato “ con grasso di maiale per renderlo scivoloso e difficile da conquistare. I concorrenti si servivano di cenere, sabbia, segatura per salire più agilmente e in fretta.
Tutt'intorno si radunava una grande folla che incitava i concorrenti e tifava per i rappresentanti della propria contrada.
La sera era allietata dalle “ Commedie “. Erano vere e proprie rappresentazioni teatrali di lunga tradizione, chiamate “ Operette “. Avevano una lunga preparazione per via dei costumi, dei canti e dei balli accompagnati dal suono del pianoforte. Potevano raggiungere anche 40 personaggi e coinvolgevano così buona parte del paese.
Nei primi tempi si tenevano sui fienili e poi presso il teatro della Scuola Materna. I personaggi venivano rappresentati o da sole donne o da soli uomini. Alcuni di essi furono così bene caratterizzati ed interpretati dagli “ attori “ del posto che essi tutt'ora mantengono gli stessi nomi che appartenevano al personaggio da loro rappresentato.
Anche la banda contribuiva a sottolineare il particolare clima di festa con un concerto preparato accuratamente per molti mesi.
Talvolta la chiusura delle “ feste “ era segnata dai fuochi d'artificio che venivano sparati dal campanile della chiesa.
Oggi per il 15 agosto la statua della Madonna non viene più portata in processione e la fiaccolata si conclude nei pressi della nuova cappelletta della Madonna che domina il campo sportivo.
Il giorno dopo (16 agosto) viene esposta in Chiesa, sull'altare maggiore, la statua lignea di San Rocco, si celebra solennemente la messa e, durante l'omelia, il parroco ricorda la vita di questo santo e spiega il significato dell'iconografia popolare che lo rappresenta con bastone e fiaschetta, in veste di pellegrino, accompagnato dall'immancabile cane. Con la mano egli indica la piaga della peste sulla gamba sinistra scoperta.
Oggi le Feste d'Agosto hanno perso un po' della loro solennità, sia perché c'è meno gente che va in chiesa, sia perché cadono nel periodo delle ferie, quando buona parte degli abitanti è lontana dal paese per la villeggiatura.