Comune di Provaglio d' Iseo

Il calendario: date fisse

San Rocco a Provaglio d'Iseo

(16 agosto San Rocco)
  • Carte tematiche[Fuochi e falò -ieri-][Pellegrinaggi][Riti delle acque -ieri-][Propiziazione e terapia -ieri-]

    A San Rocco sul monte di Provaglio è dedicata una chiesetta costruita sulle rovine di un precedente castello, vicina al Pian delle Viti, dove a tutt'oggi vive una piccola comunità.

    Il 16 agosto era l'occasione per fare festa, prima nella comunità di Pian delle Viti, poi in tutta Provaglio. Per tempo, in vista della festa, venivano acquistati petardi, mentre con tre giorni di anticipo veniva fatta risuonare la campana della chiesa di San Rocco, battendola con due martelli, uno grosso e uno piccolo.

    Ognuno contribuiva come poteva per organizzare al meglio la festa, chi offriva un fiasco di vino, chi due o tre uova… La sera precedente si raccoglievano rovi e sterpaglie per i falò.

    Quando non erano ancora state messe a dimora le piante, tutt'attorno alla chiesetta si collocavano lumicini fatti con gusci di lumache riempiti di olio bruciato dai motori delle poche macchine che erano allora in circolazione. Con un impasto di gesso questi lumicini venivano fissati al muro della chiesetta in modo da comporre il nome “San Rocco”. A sera venivano accesi e il nome del Santo, formato dalle fiammelle, si riusciva a leggere in tutto il paese.

    La comunità di Pian delle Viti si attivava per i preparativi della festa almeno 10 giorni prima.
    Il monte veniva meticolosamente pulito. La cura per San Rocco è soprattutto una dimostrazione di amore per il monte. Preparare per la festa la chiesetta intitolata al Santo era per la comunità del monte un piacere e un dovere nello stesso tempo.

    La sera prima della festa venivano raccolte delle offerte da chi l'indomani avrebbe steso sull'erba attorno alla chiesetta coperte e tovaglie colme di vivande.
    Per terra venivano conficcati dei pali che dovevano servire a sorreggere le arcate composte da fili tesi e da carta crespa colorata. La carta veniva ritagliata e con la farina bianca, regalata dal mugnaio, si preparava la colla che serviva a incollare gli anelli delle catene per i festoni. Ultimamente queste catene di carta venivano cucite a macchina e con la carta si confezionavano anche dei fiori frangiati con le forbici.

    La sera della vigilia di San Rocco veniva acceso un falò sul piazzale sottostante le mura del castello. Tutti i membri della comunità di Pian delle Viti consumavano assieme i cibi preparati per questa occasione.

    Il 16 agosto molte persone salivano in pellegrinaggio sul monte fino alla chiesetta di San Rocco.
    Quando non c'era ancora l'energia elettrica venivano distribuite lungo il percorso che portava alla chiesetta lampade a petrolio o a carburo.
    Al mattino si officiava una messa e verso mezzogiorno tutti i convenuti si sedevano sui prati del castello e consumavano i loro pranzi al sacco.

    San Rocco è rappresentato all'interno della chiesa da una statua. Il Santo è vestito con una cappa da pellegrino, accanto ai suoi piedi sta seduto un cane che ha in bocca un tozzo di pane. San Rocco regge in una mano un bastone, sulla sua gamba sinistra è ben visibile una piaga sanguinante.

    Al culto di San Rocco è legato il potere dell'acqua, ritenuta miracolosa, che nasce da una sorgente ai piedi del santuario. Si dice che in tempi passati, i Provagliesi e gli abitanti di molti altri paesi vicini, si recassero a questa sorgente per guarire dalle malattie.
    Molte volte venivano accompagnati lì anche gli animali bisognosi di cure. Fino a pochi anni fa all'interno della chiesetta erano affisse alle pareti alcune formelle ex voto: ritratti di persone o raffigurazioni di animali miracolati dall'acqua santa.
    Una lapide, affissa sulla parete di roccia da cui sgorga l'acqua, rammenta, come spesso avviene nelle località ove si tributa culto a San Rocco, una pestilenza del Seicento: “Ai morti della peste 1650 - Requiem”.

     

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