In Valsaviore i doni ai bambini vengono portati da Santa Lucia.
Un tempo la notte di Santa Lucia i bimbi preparavano sulle finestre di casa la tradizionale calza o scarpa nella quale la Santa deponeva i suoi regali: castagne secche, noci, mandarini, qualche biscotto nostrano e qualche caramella.
Oggi i doni sono giocattoli moderni, meccanici o elettronici e l'usanza della calza si va perdendo, ma nei bambini è rimasta l'idea che i doni ricevuti provengano da Santa Lucia.
A Cevo, da una decina d'anni, su iniziativa della locale Pro-Loco e di un gruppo di mamme, è nata la tradizione dell'Asinello di Santa Lucia.
La settimana che precede la festa di Santa Lucia, un asinello (sostituito nel 1995 con un mulo per mancanza ormai assoluta di asini in paese) bardato con stoffe e due gerlini (in dialetto: scurbì) sulla groppa, viene guidato da un ragazzo (lo scudiero di Santa Lucia) lungo le vie del paese per la raccolta delle letterine che i bambini vogliono recapitare a Santa Lucia.
Terminato il suo giro, l'asinello si ferma sotto al campanile della chiesa parrocchiale e gli scurbì, tolti all'asino, con una lunga corda vengono tirati sul campanile.
La notte di Santa Lucia l'asinello, condotto questa volta da una ragazza vestita da Santa Lucia e dal suo scudiero, fa il giro del paese, lasciando ai bambini autori delle letterine un dono uguale per tutti.
La mattina dopo, al modesto dono di Santa Lucia, si aggiungono i doni più vistosi e più moderni dei genitori e dei parenti.