(3 maggio La Santa Croce)
da Italo Sordi, Teatro e rito.
Saggi sulla drammatica popolare italiana
Milano, Xenia edizioni, 1990
su licenza dell'autore
Anche a Cerveno era tradizionale una processione per il Corpus Domini, ma in questo caso l'addobbo, pur avendo l'identico scopo di creare uno spazio “scenico” specifico per la processione stessa, era ottenuto in un modo totalmente diverso [rispetto alla processione della Santa Croce], impiegando cioè - in un clima di competizione tra i vari frontisti - non fronde verdi, ma lenzuoli e copriletti, stesi mediante corde o fili di ferro attraverso la strada [a Cerveno un addobbo di questo tipo è usato anche in occasione dell'ingresso in paese di un nuovo parroco]: e “mettendo in scena”, concretamente, una contrapposizione tra il settore del paese che organizzava l'addobbo per la Santa Croce e quello che si faceva carico di quello per il Corpus Domini.
Infatti, oltre che per le modalità di organizzazione dello spazio scenico, a Cerveno le due processioni della Santa Croce e del Corpus Domini si contrappongono anche nel fatto che i rispettivi percorsi sono per così dire speculari: la prima, uscita dalla chiesa, raggiunta la piazza del Municipio, piega a destra, percorre il lati superiore del paese, raggiunge i limiti esterni dell'abitato (nella versione attuale, essa si spinge molto oltre nella campagna) e sempre piegando a destra risale al Santuario; mentre quella del Corpus Domini, uscita dalla chiesa e raggiunta la piazza, gira a sinistra percorre il lato nord dell'abitato, si spinge per un tratto nella campagna e poi ancora piegando a sinistra fa ritorno al Santuario'.
Sarà opportuno a questo punto, per meglio individuare i caratteri delle cerimonie processionali nel territorio di Cerveno, vedere in quali altre occasioni venissero celebrati in paese riti di questo tipo.