Comune di Cerveno

Il calendario: date fisse

La Santa Cruz di Cerveno
vedi: a) filmato b) immagini

(3 maggio La Santa Croce)

  • Carte tematiche[Sacre rappresentazioni]

  • da Italo Sordi, Teatro e rito.
    Saggi sulla drammatica popolare italiana
    Milano, Xenia edizioni, 1990

    su licenza dell'autore

    I MUTAMENTI NELLA SANTA CRUS DI CERVENO
    L'INTERVENTO DEL CENTRO TEATRALE BRESCIANO

    Senza entrare in valutazioni di tipo “estetico” sulla forma che essa è venuta ad assumere nelle sue due ultime realizzazioni, mi interessa soprattutto qui illustrare questo caso, assai notevole, di trasformazione di una festa tradizionale - trasformazione che anche localmente non è andata esente da critiche, cercando di individuare, in riferimento alla descrizione che sin qui ne ho dato, quali elementi della tradizione si siano continuati in queste nuove versioni.

    I mutamenti, resi possibili anche da notevoli finanziamenti da parte di enti pubblici, sono stati di ordine, per così dire, sia qualitativo che qualitativo. II numero dei partecipanti in costume è stato portato a ottanta; il percorso della sfilata è stato notevolmente allungato, fino a farle raggiungere un vasto prato declive, dove si svolge la scena della Crocefissione. Grazie anche alla estesa pubblicità (attraverso manifesti, comunicati stampa ecc.) pure l'afflusso di pubblico dall'esterno si è moltiplicato, giungendo a varie migliaia di persone [qui mi riferisco soprattutto alla processione del pomeriggio della domenica 16 maggio 1982, alla quale ho assistito].

    Abbiamo visto come la processione, nelle forme tradizionali, rifiutasse qualunque sviluppo drammatico: nelle versioni recenti sono stati introdotti otto “quadri viventi” - corrispondenti a dieci stazioni della Via Crucis - e precisamente la condanna di Cristo (realizzata sull'ingresso del Santuario, da cui parte la sfilata), la prima caduta, l'incontro con la Madonna, l'incontro con il Cireneo, l'incontro con la Veronica, la seconda caduta, la terza caduta e infine la Crocefissione, la Morte e la Deposizione.

    II primo e i tre ultimi di questi quadri sono dotati di un'azione scenica vera e propria. A ogni quadro è associato un commento parlato, diffuso per mezzo di altoparlante (si ricordi che le versioni tradizionali erano invece completamente mute).

    Sono stati aggiunti anche nuovi personaggi: tra cui, particolarmente importanti, Pilato e il Cristo. Anche la struttura “per classi di età” della processione è stata modificata coll'inserimento del gruppo dei bambini giudei nella sfilata [i ragazzi, che nelle edizioni recenti della Santa Croce portano raganelle e “taccole” rappresentano un'innovazione, che sembra non sia stata gradita a tutti] : nel complesso, comunque, tutto funziona come se la vecchia processione fosse stata interamente inglobata nella nuova struttura, senza che nessuno dei suoi elementi, in pratica, sia andato perduto anche là dove si sono venute a creare delle contraddizioni interne. Resta quindi presente l'urna del Cristo Morto nonostante la presenza del Cristo vivo, restano i simboli della Passione, come resta lo straordinario addobbo vegetale del percorso.

    La tendenza a far corrispondere abbigliamento (e aspetto fisico) dei personaggi a quelli delle corrispondenti figure delle cappelle del Santuario si è esasperata in senso diciamo pure filologico.

    Essa si estende con grande precisione anche a taluni atteggiamenti degli attori: così per esempio il Cattivo Ladrone crocefisso fa sporgere la lingua dalla bocca, come nella scena del Santuario. I modelli degli abiti, copiati dalle figure delle cappelle, sono stati distribuiti dal comitato organizzativo con le relative stoffe a una quindicina di donne del paese, che hanno provveduto a tagliarli e cucirli: E' tuttavia molto interessante il fatto che in alcuni casi queste persone hanno apportato di propria iniziativa delle modifiche ai modelli “ufficiali”; così ad esempio la donna che ha preparato il costume del Cireneo lo ha rifinito con una vistosa impuntura bianca, che non è assolutamente nel modello figurativo.

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