Sarà stata la doppia protezione garantitagli dalla coscienza ambientalista dei prevallesi, dimostratisi assai sensibili all'avvenire dei suoi fratelli pesci, quelli veri: fatto sta che in questa occasione il pesce d'aprile prevallese ha puntato in alto, addirittura al sindaco, Paolo Catterina. Il quale, facendo dell'”apertura” dell'attività civica alla partecipazione della gente, e, ancora, dell'”apertura” dell'intera comunità verso l'esterno, le parole d'ordine del proprio impegno alla guida del paese, mai avrebbe pensato di venire (simpaticamente, del resto) preso in castagna. É lui stesso a raccontarci l'episodio.
Rientrando a casa l'altra sera - spiega - all 'ingresso ho trovato una busta che conteneva il seguente messaggio: “Carissimo signor sindaco, dopo ripetute indagini siamo giunti alla conclusione che così non si può andare avanti. Il paese è aperto, troppo aperto. Noi abbiamo pensato ad un rimedio immediato: ne abbiamo messo sotto chiave i punti cardine: non essendo però in grado di garantirne la sicurezza, abbiamo pensato ad un guardiano, giusto, onesto e imparziale nei propri giudizi, senza secondi fini. Dopo una dura selezione, siamo arrivati alla conclusione che l'unica persona in grado di eseguire tale compito è il (e qui si volta pagina) nostro sindaco! Con questa Le consegnamo Le chiavi del nostro amato paese. Ne faccia buon uso”.
Seguivano il disegno di un bel pescione ed un “al prossimo anno” che non lascia dubbi sulle future intenzioni degli autori dello scherzo.
La missiva era accompagnata, appunto, da un mazzo di chiavi: chiavi che però sono servite a ben poco, quando si è scoperto che gli anonimi buontemponi avevano davvero chiuso con grossi lucchetti le porte d'ingresso di alcuni edifici pubblici del paese; è stato così necessario ricorrere all'intervento del fabbro perché Prevalle tornasse ad essere “aperta”.