Comune di Berzo Inferiore

Il calendario: date fisse

Beato Innocenzo da Berzo

(3 marzo)

  • Carte tematiche[Pellegrinaggi]

  • A Berzo Inferiore il 3 marzo si celebra la festa del Beato Innocenzo da Berzo. Questo giorno è l'anniversario della morte del padre cappuccino Giovanni Scalvinoni, avvenuta nell'anno 1890. Egli nacque a Niardo il 19 marzo 1844, venne ordinato sacerdote nel 1867, nel 1870 fu confessore a Berzo Inferiore (suo paese paterno), nel 1873 entrò nell'ordine dei cappuccini nel convento della SS.Annunciata. A pochi mesi dalla sua morte, tra il 27 e il 29 settembre 1890, la di lui salma venne traslata a Berzo Inferiore e fu tumulata in paese. Il 12 novembre 1961 Papa Giovanni XXIII lo proclamò Beato.

    Già prima della beatificazione, a Berzo Inferiore si verificava un grande afflusso di pellegrini in due ricorrenze: quella della morte di Padre Innocenzo (3 marzo) e quella della traslazione della sua salma (27 settembre).

    Oggi la festa in onore del Beato si svolge in paese nella prima di queste date. Per l'occassione le scuole rimangono chiuse tutta la giornata. La chiesa e il campanile sono illuminati e le vie ornate a festa con striscioni, fiori e luci.

    Le strade sono gremite da bancarelle di ogni sorta, allestite già dalla sera precedente.

    Nel piazzale antistante la chiesa, fin dal mattino si assiste all'arrivo di numerosi pullman che scaricano pellegrini provenienti da tutti i paesi della Vallecamonica.

    A fianco della piazza, una bancarella allestita dagli “amici della parrocchia”, vende caldarroste, strinù e vin broulè per poi destinare il ricavato alla ristrutturazione della casa museo del Beato Innocenzo e per aiutare i missionari locali.

    Poco distante sorge il banchetto del Matogrosso, dove si vendono manufatti in pelle, legno, pasta di sale, rame.

    Disseminate un po' dovunque in paese bancarelle di vestiti, attrezzi da lavoro, calzature, fiori, dolciumi, musicassette e giocattoli attirano con colori, profumi, voci e suoni tutti i convenuti alla festa.

    Ogni famiglia ospita in questa giornata parenti o amici per un ricco pranzo a base di specialità camune.

    I più devoti, a fine pasto, mettono nel caffè un pizzico di cenere al posto dello zucchero, per imitare il Beato, il quale per mortificare il suo corpo era solito mettere cenere nei cibi.

    In chiesa la salma del Beato è esposta in questo giorno davanti all'altare centrale e i fedeli non escono dalla parrocchiale prima di aver sfregato un fazzoletto contro la bara, di avere deposto un fiore o di aver baciato la reliquia.

    La sera, dopo la celebrazione dell'ultima messa, la banda musicale si esibisce in un concerto sul sagrato della chiesa per chiudere la sagra in allegria.

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