La scenografia rinvia ad Halloween - giorno di fumi spettrali, di zucche animate, di barbagli luminosi - e alle lunghe notti inglesi, irlandesi e celtiche.
Proprio partendo da queste suggestioni - corroborate dai messaggi del villaggio globale televisivo - gli alunni delle scuole elementari di Navezze e di Casaglio - direzione didattica di Gussago - hanno lavorato con criterio di interdisciplinarietà attorno al mondo immaginario configurato dalle culture celtiche. Un'occasione importante per far sì che il momento della festa diventasse punto finale di un percorso educativo particolarmente stimolante. I bambini, che da quest'anno si sono avvicinati alla lingua straniera, hanno appreso le filastrocche dei coetanei inglesi e americani.
Un mondo popolato di creature straordinariamente simpatiche e impertinenti, goticheggianti nel tratto, ma fondamentalmente buone, sempre pronte a tirare in impertinenti tranelli gli abitanti del luogo.
Grande entusiasmo, quindi nell'apprendimento della lingua inglese, e al tempo stesso attorno ai primi tentativi di traduzione sul campo, che apparivano urgenti, indispensabili. “Ciò - dicono le insegnanti - ha tra l'altro permesso di affrontare un confronto tra diverse strutture linguistiche e di giungere a un notevole arricchimento lessicale”. Ma il percorso educativo non è certo finito qui. Halloween ha offerto spunti importanti nell'ambito d'altre discipline: la musica, la decodificazione dell'immagine, le modalità di rappresentazione teatrale, il percorso di motoria.
Importante è pure il raffronto tra la cultura latina e quella nordica. Gli aspetti storici esaminati mettono infatti in evidenza una netta compenetrazione e fusione delle diverse culture etniche o quanto meno la presenza di un sostrato comune.
L'antica festa della Morte trova un riscontro stretto, sotto il profilo culturale e temporale, con il nostro due novembre. E i riti collegati all'abbondanza, alla visitazione notturna delle anime si rispecchiano in Santa Lucia. É il periodo oscuro e rigido della notte nordica, che s'estende appunto dalla soglia di novembre a lambire le profondità imperscrutabili di dicembre.
da ritaglio stampa, fonte non identificata
Archivio Fondazione Civiltà Bresciana