“L'albero d'alto fusto che la notte fra il 30 aprile ed il 1° maggio i giovani andavano a rubare nella campagna per piantarlo poi nella piazza del paese. Ed il prossimo 1° maggio [l'anno è imprecisato, n.d.r.], dopo almeno quarant'anni di oblio, si farà festa attorno all'albero della fecondità, tale e quale era nell'antichità quando si celebrava il risveglio della natura e lo si accompagnava ad un tumultuoso contorno di riti religiosi e di trasgressioni.
A Leno ci si è messo un gruppo, appositamente costituito, e che si è dato il nome dell'albero, Il mass appunto. La piazza prescelta per l'antico rito non è quella principale, è invece il più indicato piazzale dell'officina Bertoletti, in via Ghedi.
Qui sta nascendo un vero e proprio museo della civiltà contadina, con macchine agricole e trattori d'epoca, perfettamente funzionanti. Tra l'altro, vi vive il “padre” dell'ultima nata Fiat, una Fiat Tipo del 1923, ovviamente nella versione “campagnola”, cioè per aratri, carri e via dicendo. Gli sta accanto un Ford del 1913, cui sta dando gli ultimi ritocchi un anonimo esperto di prima meccanica. Si punta ad un vero e proprio museo, seppure il termine non s'addica, perché tutti i pezzi in mostra sono e saranno funzionanti (trebbiatrice ed imballatrice, “vapore”, trattori…). Per ora ci si prepara alla festa de Il mass.
Ci sarà un gruppo folcloristico, Il Salterio di Brescia, che proporrà manfrine, polesane, gighe, e un gruppo di suonatori della cooperativa Arca di Gardone Valtrompia. Saranno chiamati all'opera anche mestieri d'un tempo: il moleta, il maniscalco, il fabbro ferraio… Un balzo indietro di qualche decina d'anni attorno all'albero della fecondità.
Ritaglio stampa, fonte imprecisata
Archivio Fondazione Civiltà Bresciana