Il popolo affollava in quel giorno la chiesa per prendere le ceneri.
Tutto, durante la quaresima, era sacro per il popolo ed erano assolutamente assenti i divertimenti, salvo le recite di drammi sacri. Nessun canto o gioco, nemmeno in casa.
Negli ultimi anni a Bagnolo Mella la chiesa distribuisce in questo periodo ad ogni famiglia delle fasce di stoffa per coprire in tempo di quaresima lo schermo della televisione e invitare così gli spettatori ad astenersi dall'assistere alle trasmissioni televisive.
Il periodo di penitenza viene interrotto però nel cosiddetto “Giovedì grasso”, a metà quaresima. In questo giorno si mangiano i dolci tipici del carnevale: lattughe, frittelle, castagnole di S.Antonio.
La sera viene bruciato un fantoccio fatto di stracci e paglia a cui vengono date le sembianze di vecchia. Qualche volta, accanto alla “vecchia” si brucia anche il “vecchio”, su iniziativa privata di qualche burlone. Con questo rito si intendono bruciare tutte le cattiverie, gli odii e il male del mondo. Si dice anche che si bruciano le vanità.
Una volta spentosi il rogo si festeggia con dolci casalinghi e vin brüle.
Fino a qualche anno fa la vecchia veniva bruciata in oratorio, dopo averle fatto il processo, un ironico gioco di parole inscenato dai giovani che si divertivano, chi accusando, chi difendendo la vecchia diavolessa di mezza quaresima. Nel 1996 i giovani bagnolesi hanno organizzato anche una vera e propria sfilata con la vecchia per le vie del paese (Viale Memoria, via Circonvallazione, P.zza Resistenza, via XXVI Aprile, via Silvio Pellico, via Bellavere, via Lizzere), seguita dal rogo e da un intrattenimento musicale.
Su ogni balcone è stato acceso un cero in segno di partecipazione.
Si voleva con questo gesto manifestare contro l'indifferenza, a favore della pace e della fratellanza.