La seconda domenica di maggio, in occasione della benedizione delle campagne, i giovanotti celibi di diciotto-vent'anni che volevano mettersi in mostra prendevano una pianta, la tagliavano e la piantavano nella piazza del paese. L'albero che era piantato con tutte le fronde, si chiamava “el mas (il maggio). Poi, di notte, andavano alle finestre delle morose e portavano via le ante (le imposte), che venivano poi ammassate in piazza. Questa notte, detta la nòt dei mac (la notte dei matti), era una notte di burla: in piazza, sul sagrato, si portavano le mole del torchio per l'olio di lino, oppure i cancelletti di legno degli orti. Il maggio è cessato verso il 1950, quando la piazza del paese è stata asfaltata ed è stato quindi proibito danneggiare l'asfalto facendo il buco per piantare l'albero.
NOTA (*)
Attilio Mazza (1997, p. 311) attesta che di recente la tradizionale processione di metà maggio, cosiddetta dei “sancc”, è stata frammentata in tre distinte cerimonie eseguite tra il giovedì e il sabato: “negli ultimi tre giorni che precedono la seconda domenica di maggio i cortei per la benedizione della campagna muovono dalla cappella del cimitero (giovedì), dalla chiesa di San Pietro (venerdì) e da quella di San Rocco (sabato)”.