(13 agosto SS.Ippolito e Cassiano)
In un articolo a firma di Giulio Tosini pubblicato nel “Giornale di Brescia” il 12 agosto 1986, alla vigilia della festa patronale di Alfianello, si lamenta che “in questo piccolo centro della Bassa con il passare degli anni, e soprattutto dei decenni, è calato l'interesse degli abitanti nei confronti dei loro protettori Sant'Ippolito e San Cristiano (sic!), la cui ricorrenza cade il 13 agosto”.
Un segno eloquente dell'oblio in cui versa il ricordo dei due santi patroni di Alfianello è contenuto nelle righe dell'articolo che abbiamo appena citato, là dove per errore l'autore trasforma il nome di San Cassiano in quello di San Cristiano.
Insegnante di ars notaria, Cassiano, vissuto a Imola nel III secolo,secondo la leggenda ricevette il martirio dai suoi stessi allievi che lo trafissero con gli stili usati per scrivere sulle tavolette incerate. Risulta quindi curioso che egli debba soccombere di nuovo nel XX secolo sempre a causa di un “lapsus calami”.
L'altro santo patrono di Alfianello, il sacerdote Ippolito, fu anch'egli martirizzato nel III secolo (ricevette la morte assieme a papa Ponziano) e nel Bresciano il suo nome venne abbinato a quello di San Cassiano per la concorrenza della data della loro festa che cade il 13 agosto. Ai due santi era dedicata anche un'antica chiesa cittadina e la parrocchiale di Agnosine.
Secondo quanto Attilio Mazza (1997) riporta da mons. Paolo Guerrini: “Il culto di sant'Ippolito venne diffuso a Brescia dal monastero di Santa Giulia, per riconoscenza verso Ippolito vescovo di Lodi, probabilmente parente degli ultimi re longobardi, che donò al monastero la corte di Alfiano, della quale faceva parte, forse, anche il territorio di Alfianello”.
Nel suo articolo Giulio Tosini individua tre fattori o cause che hanno portato a quella che egli ha voluto definire (”riprendendo e parafrasando il titolo di un nuovo film”) come “la caduta dei patroni”: “Innanzi tutto il periodo in cui cade la celebrazione di questi due personaggi del cattolicesimo dei primordi; infatti siamo in piena stagione estiva, molti hanno già lasciato il paese per mete montane, lacustri o marittime.
In secondo luogo, si assiste alla assoluta assenza delle “bancarelle”, con il “tiramolla”, lo zucchero filato e tutta la chincaglieria di giocattoli e bigiotteria che darebbe un poco d'allegria e di vivacità a tutta la festa. Infine, si può considerare un fattore di celebrità: se con il passare degli anni diminuisce la fama di un attore o di un cantante, figuriamoci quella dei santi. Così, nella classifica dei santi più celebrati in quel di Alfianello, è passato al primo posto San Gottardo, il quale è riuscito a togliere la leadership ai patroni grazie al gran movimento che si crea nel giorno della sua ricorrenza - il 4 maggio -”.
da Antonio Fappani (1972, IV, pp. 188-189 e 1983, II, p.130)