Comune di Villachiara

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L'oratorio dei morti di San Pietro a Bompensiero di Villachiara

( 4a domenica di Quaresima)

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  • Non c'è luogo più riservato dei Morti di San Pietro ( San Péder ) in tutto il territorio di Villachiara, dove si respiri un'atmosfera di pace e che concili l'armonia della natura con l'animo umano, come questo.
    Posto ai margini del terrazzo alluvionale dell'Oglio, a debita distanza dalle frazioni di Villabuona e Bompensiero, questa chiesetta campestre conserva un alone di mistero che invita il passante a meditare su epoche lontane e sui destini dell'uomo.

  • Remota è l'origine di questa cappella, ma una annotazione contenuta nel “sommarione” allegato al Catasto Napoleonico del 1809, segnala il luogo come “cimitero antico detto i Morti di San Pietro”, rivelandoci i motivi della sua presenza, legata a qualche funesta epidemia del Basso Medioevo. Troviamo citata per la prima volta la santella negli atti della visita pastorale del vescovo Domenico Bollani del 20 settembre 1565, dove viene indicata col nome di “S. Pietro in Giarra”, e trovata in completa rovina. Si deve ad un decreto di San Carlo Borromeo, a seguito della sua visita del 20 aprile 1580, il restauro della chiesetta. Allora vi era annesso un romitorio con un eremita protetto dai conti Martinengo. Il patronato di questa famiglia sull'oratorio è testimoniato dall'aquila coronata che campeggia sulla piccola facciata.

  • Atavici sono i legami delle popolazioni di Villachiara con i San Péder, tutti riconducenti alla tradizione che vuole i defunti di questo luogo benefici intercessori con Dio. La festa dedicata all'oratorio cadeva nella quarta Domenica di Quaresima. Nel primo pomeriggio una processione orante partiva dalla parrocchiale per raggiungere la santella, mentre altri gruppi di pellegrini vi confluivano dalle frazioni e dai paesi vicini. Quindi il parroco celebrava un solenne ufficio per i defunti ed invocava la loro protezione sulle famiglie, sui raccolti, contro malattie e calamità.
    Ancora oggi i fedeli si raccolgono sotto i grandi ippocastani che ombreggiano il sagrato erboso per seguire la messa dei morti, anche se non si fa più la processione e non viene rispettata la ricorrenza quaresimale.

  • Il ricorso alla intercessione dei Morti di San Pietro non si esaurisce con la semplice cerimonia annuale. I documenti del secolo scorso ci informano di processioni e uffici celebrati in occasione delle gravi siccità del 1816 e del 1828 e della nefasta epidemia di colera del 1836. Accanto alle manifestazioni collettive di fede, si è sviluppata in passato e permane nel presente una devozione individuale dei villaclarensi per questo luogo sacro. Ne facevano prova, fino a qualche lustro addietro, i quadretti con la scritta “P.G.R.” (per grazia ricevuta) che tappezzavano le pareti interne della cappella.
    Durante la prima guerra mondiale alcune famiglie vi fecero celebrare delle messe per invocare protezione ai loro cari impegnati al fronte.
    I contadini sono particolarmente legati ai miseri resti ossei conservati dietro il piccolo altare, sotto la materna e semplice immagine della Madonna. Fino a qualche decennio addietro coloro che allevavano in casa i bachi da seta usavano asportare un po' di terra nei dintorni ed appenderne dei sacchetti alle scalere.

  • Si credeva in questo modo che la protezione dei morti avrebbe tenuto lontane le malattie cui andava soggetto il prezioso lepidottero. Inoltre si raccoglievano alcune manciate di foglie dai gelsi vicini alla chiesetta per nutrire i bachi nei primi giorni di vita, come gesto benaugurante per una buona raccolta di bozzoli. Ancora oggi molte persone di Villachiara si recano privatamente ai Morti di San Pietro, fidenti di essere ascoltati, loro tramite, da Colui che sta nei cieli. Specialmente in tempi di siccità prolungata, o in congiunture particolarmente sfavorevoli, si sente dire tra la gente: Bisogna 'ndà ai San Péder.

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