Comune di Pontoglio

Il calendario: date fisse

I Casonsei

(17 gennaio Sant'Antonio abate)

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  • La preparazione dei casonsei iniziava alcuni giorni prima della festa. In molte case di contadini, veniva grattuggiato il pane raffermo comprato dal fornaio e conservato per molto tempo.

  • La particolarità di questo processo è che il pane era grattugiato non con la grattugia usualmente utilizzata per il formaggio, ma con una molto più grande che serviva abitualmente per sgranare il granoturco.

  • Il lavoro era affidato alle donne, le quali, inginocchiate, appoggiavano la grataröla sulle gambe; veniva successivamente grattuggiato il formaggio ed unito al pane. Si aggiungeva poi la carne, solamente di maiale, poiché era quello il periodo in cui uccidevano l'animale. Le donne poi tritavano la cipolla, che veniva rosolata nell'olio e poi versata sul pane, sul formaggio grattuggiato e sulla carne di maiale. Si aggiungeva del brodo e si amalgamava tutto quanto il ripieno.

  • Durante il periodo precedente la festa, in preparazione ad essa, si raccoglievano i noccioli della pesche, venivano estratti i semi, tagliuzzati ed aggiunti al ripieno per dargli un gusto un po' più amarognolo. Si stendeva poi la pasta su di una grande asse, oppure sul tavolo della cucina, sulla quale era distribuito il ripieno a palline. La pasta veniva successivamente tagliata in modo tale da ottenere tanti piccoli quadrati ed infine i due angoli opposti si incontravano.

  • I casoncelli assumevano la classica forma triangolare e venivano chiusi ai lati con la forchetta in modo tale che combaciassero. Ne venivano preparate delle quantità industriali al punto che tutte le superfici orizzontali dei mobili di casa erano occupate dai casonsei disposti su asciugamani stesi sul piano della credenza, sui cassettoni delle camere da letto, sull'asse per impastare appoggiata a due sedie e perfino sull'asse per lavare. Venivano contati a dozzine: na donzéna per ciascuno dei bambini, ed una porzione più ampia per i più grandi.

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