Comune di Comezzano Cizzago

Il calendario: date fisse

Festa dei 13 maligni a Cizzago (frazione di Comezzano Cizzago )

(2° sabato di maggio)

  • Carte tematiche[Processioni e riti religiosi -ieri-][Riti arborei -ieri-]

  • Nel 1577 e nel 1628 le due borgate furono colpite da gravi epidemie di peste.

  • A Cizzago, narra una leggenda popolare ambientata all'epoca della seconda pestilenza, il parroco, una mattina, entrando in chiesa per celebrare la messa, udì flebili lamenti e vide sollevarsi la pietra d'un sepolcro nel quale, il giorno prima, era stata data sepoltura a un appestato. Il morto si era risvegliato e stava implorando l'aiuto di qualcuno che lo facesse uscire dalla tomba.

  • Il parroco non esitò però a impugnare il manico della croce processionale e a vibrare con esso vigorosi colpi contro il redivivo che all'istante rispedì tra i morti. La leggenda soggiunge che, la domenica seguente, quello stesso sacerdote rivolse in dialetto dal pulpito ai suoi fedeli i seguenti ammonimenti: 0 popol de Sisàck, non sta più a sotrà i morcc en ciésa se no i è morc afàt, perchè, se'l màneck de la crus non'l gh'éra, ma scapàa quél de iersera (0 popolo di Cizzago non seppellite più i morti in chiesa se non sono morti del tutto, perché, se il manico della croce non c'era, mi scappava quello di ieri sera).

  • La peste del Seicento imperversò a tal punto che la tradizione popolare vuole che a Cizzago vi siano scampate soltanto 13 persone (o famiglie), detti i “13 maligni”.

  • Questi sopravvissuti all'epidemia, registra Paolo Guerrini, vollero celebrata ogni anno una festa votiva di ringraziamento a Dio per lo scampato pericolo; questa festa, detta “festa dei 13 maligni”, si celebra il secondo sabato di maggio presso una santella campestre eretta sulI'area dell'antico lazzaretto.

  • In questo giorno l'intera popolazione si asteneva da ogni lavoro, ascoltava la S.Messa e si portava in processione alla Santella al canto delle Litanie.

  • Il sacerdote Callisto Scotti (parroco della comunità dal 1890 al 1943) cercò di cancellare il ricordo dei “13 maligni di Cizzago” e di togliere quel residuo di paganesimo che, a suo dire, in occasione di questa ricorrenza, spingeva ad agire “la feccia della gioventù maschile che portava il furto in piazza innalzando, la notte innanzi la festa, l'albero della libertà ed imbrattava i muri di sconce e scandalose figure, d'oscene e disonoranti diciture e libelli, e starnazzava la contrada tutta di sudiciume e pareva d'essere fra barbari e la festa ne era profanata”.

  • Il parroco cercò dunque in un primo momento di abrogare la festa, ma la sua proposta suscitò nel popolo immediate rimostranze e proteste. Costretto a mantenerla, egli volle imprimerle almeno un indirizzo più sacro e mise per quel giorno al centro della liturgia locale la venerazione di un simulacro di N.S. di Lourdes, conservato all'interno della Santella dei “13 maligni”, e già donato alla parrocchia dalla Cameriera della defunta Contessa Catina Martinengo.

  • Il secondo sabato di maggio, verso le 9, il popolo, accompagnato dal clero e cantando Litanie, accorreva dunque in processione alla Santella. Qui il parroco celebrava la Messa solenne, pronunciava un'omelia, intonava il canto dell'Ave Maris Stella e impartiva la benedizione ai fedeli. Alle 14 la popolazione faceva ritorno alla chiesetta per il canto solenne dei vespri; la sera tutta la parrocchia era ancora innanzi alla statua della Madonna per la recita del rosario e il bacio finale della reliquia.

  • Dal 1897 a Cizzago il secondo sabato di maggio non è più ufficialmente la “festa dei 13 maligni”, ma una giornata dedicata alle celebrazioni della Madonna di Lourdes.

  • Ogni anno, in questa data, il parroco celebra la S.Messa alla Santella e gli abitanti del posto vi concorrono numerosi. Nella cultura popolare Cizzago viene però ancora oggi ricordato per la particolarità della sua insolita tradizione dei tredes malégn de Sisàck.

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