Comune di Valvestino

Il calendario: date fisse

Trato Marzo in Valvestino

( Trato Marzo)

  • Carte tematiche[Scherzi -ieri-][Strepiti -ieri-]

  • Alcune persone anziane rimpiangono ancora il Trato Marzo, un rito dal cerimoniale pressoché identico in tutte le valli del Trentino. Ecco come si svolgeva:

  • durante i primi tre giorni di marzo, alcuni uomini si mettevano su un'altura vicino al paese o soprastante ad esso ed accendevano un fuoco, mentre gli altri, soprattutto i curiosi, stavano in basso a guardare e ascoltare. Da questa altura una persona si metteva a gridare a squarciagola, magari con un grosso imbuto per amplificare la voce e farsi sentire da tutti:

  • - Marzo su questa tèra per maridàr 'na pöta bèla!
    (Marzo su questa terra per maritare una zitella bella!)

  • - Che èla? Che no èla?
    (Chi è? Chi non è?)
    chiedevano gli altri.
    II primo rispondeva:

  • - L'è la …
    (É la….)
    e gridava il nome della ragazza.

  • Allora i compagni domandavano:
    - A chi la dòme? A chi no la dòme?”
    (A chi la diamo? A chi non la diamo?)

  • - Al…
    e veniva urlato il nome dell'uomo.

  • - Dòmeghela, dòmeghela
    (diamogliela, diamogliela)

  • Dopo aver formato le coppie, iniziavano a prendersi gioco delle persone “strane”, cioè di quelli che non si decidevano a sposarsi, degli scapoli, delle vedove, del parroco e della perpetua; la satira toccava anche le “coppie insolite”, formate da uomini giovani con donne anziane o da vedovi e vedove.
    Quindi, in segno di festa, i partecipanti al rito sparavano mortaretti, gridavano, cantavano e facevano baccano. Spesso le autorità civili e religiose tentarono di opporsi a questa tradizione; ma non furono certo i proclami a far decadere l'usanza, bensì il cambiamento delle abitudini sociali.

  • Un rito affine al Trato Marzo era lo charivari, chiamato nel dialetto locale: andar a ciocàr. Esso aveva luogo specialmente nel caso di matrimoni di vedove e consisteva in una sonora dimostrazione di biasimo effettuata dai giovani del paese che, muniti di coperchi e recipienti di latta, facevano strepito sotto le finestre degli sposi.

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