Domenico Poinelli, nato a Tignale nel 1914, ricorda che negli anni Trenta, nelle notti immediatamente successive al Natale, il gruppo dei cantori muoveva per le vie del centro di Gardola e raggiungeva a piedi le frazioni di Aer, Olzano e Oldesio. Da quest'ultima frazione provenivano i musicisti che accompagnavano il canto col suono dei loro strumenti: una cornetta, uno o due clarinetti e dei bombardini. Il gruppo era solito recare con sé delle piccole damigiane, che venivano utilizzate per raccogliere il vino offerto dagli abitanti delle case visitate durante il tragitto. Un tempo la stella luminosa -afferma il testimone- non esisteva ancora, essa fu costruita solo dopo l'arrivo di don Andrea (il parroco degli anni Sessanta) e da allora divenne il vero e proprio simbolo di questa tradizione di Tignale.
Oggi la stella viene fissata a un'auto ed è illuminata da una serie di lampadine azzurro-verdi che la rendono ben visibile anche da lontano. L'interno della stella contiene un piccolo presepio con le immagini di Giuseppe, Maria, il bue, l'asinello e i Re Magi. I componenti del coro seguono, ove possibile, la stella a piedi in corteo, come vuole la tradizione, ma per raggiungere le frazioni più distanti si spostano in auto. La raccolta dei generi in natura e delle offerte in denaro è tuttora in uso, i cantori accettano inoltre volentieri di ristorarsi con vin brülé o altre calde bevande.
Notizie raccolte da Marina Poinelli